Domenica, Maggio 20, 2012
   
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In memoria di Alessandro

Il 26 maggio ci sarà la quinta edizione del "Memorial Alessandro Bini", dedicato al giovane del Cinecittà Bettini prematuramente scomparso 4 anni fa a 14 anni. Anche la Svevo lancia il messaggio di uno sport più sicuro.

Sergio Gaviglia

AVEVA 14 ANNI - Alessandro Bini è morto il 2 febbraio del 2008, urtando contro il rubinetto dell'irrigatore fuori dal campo di gioco. Giocava nel Cinecittà Bettini
ROMA - 2 febbraio 2008. E’ un pomeriggio di calcio giovanile. Sul campo S.Anna B , a Via Demetriade, si affrontano i giovanissimi ’94 del Cinecittà Bettini e i pari età dell’Almas. E’ un terreno polveroso il campo B. Uno di quei fazzoletti di pozzolana ricavati a fianco di campi più prestigiosi. Il S.Anna A era una dei pochi campi in erba naturale, a Roma, prima del proliferare dei sintetici. Sulla fascia c’è un numero 7 che corre inseguendo il suo sogno. Corre a testa alta per agganciare una sfera. Quel pallone che spera di conquistare e portarlo in avanti. Corre a testa alta e non sa che un rubinetto posto con criminale superficialità lungo la linea del fallo laterale, lo fermerà. Lo ha fermato per sempre. Quel ragazzino, che di li a pochi giorni avrebbe festeggiato il suo compleanno, è stato ucciso. In tutti questi anni abbiamo ascoltato spesso la parola disgrazia. Non accettiamola. Non accettatela. Quello che è accaduto ad Alessandro Bini non è una disgrazia. E’ il frutto della non curanza, della superficialità dell’uomo. Di quegli adulti ai quali un giovane viene affidato perché gli dia insegnamenti e sicurezza. Da quel tragico sabato, quello in cui Delia Santalucia, la mamma di Ale, ha detto “siamo usciti di casa con il nostro ragazzo per tornare con una vittoria e ci ha accompagnato solo una borsa vuota”, è iniziata una battaglia per rendere lo sport più sicuro.

PER NON DIMENTICARE - Per non sentire che altre mamme avessero a tornare a casa solo con una borsa vuota. La cronaca ci dice che Delia e Claudio hanno dato vita ad una associazione, la “Alessandro Bini per la sicurezza nello sport” che è stata fin da subito una frusta per le istituzioni. Per tutti gli organismi che hanno come missione istituzionale il controllo sulle strutture dove migliaia di giovani inseguono quello stesso sogno che ad Alessandro è stato negato. Alcuni impianti sportivi sono stati messi a norma, spessissimo solo grazie alla sensibilità di Presidenti illuminati, ma moltissimi sono ancora pericolosi per i frequentatori. Ammirato dal coraggio e dalla determinazione di Delia e Claudio, li ho voluti conoscere personalmente e grazie a mio figlio Marco (amico e collaboratore dell’Associazione) un bel pomeriggio ho avuto, credetemi non esagero, l’onore e la commozione di poter abbracciare due genitori eccezionali. Da quel momento ho avuto spessissimo la possibilità di avvicinarmi alle iniziative dell’Associazione. Da questa bellissima amicizia è nata una vicinanza che ha portato anche la Italo Svevo a gemellarsi con la Alessandro Bini. Sulla Home della Svevo c’è infatti il banner per linkarsi al sito della Onlus. Come ormai saprete, da qualche settimana nella nostra palestra è presente un defibrillatore.

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DF - Italo Svevo, nella fine il principio

Senza storia il derby di Cinecittà che va alle biancoblu per 3-0. Si chiude a 45 punti l’anno della Svevo, con tanti propositi per il futuro

Gianluca Specchioli


ASD TERZO MILLENNIO SPORT – GRUPPO FABRIZI SVEVOVOLLEY 0-3 (6-25, 5-25, 15-25)
ASD TERZO MILLENNIO SPORT: Conti (L), Di Palma, Sera, Marzolini 1, D’Ilario 2, Livieri, Santini 3. ALL: Matteo Nardini ASS: Alessandra Rosan. BS: 4 BV: 2 M: 0
GRUPPO FABRIZI SVEVOVOLLEY: Andreuccetti, Rampini 10, Morrocchi 13, Vasselli 2, Fiore (L), Sgroi 8, Moriconi, Silvestri NE, Di Blasio 8, Longo 7. ALL: Stefano Iurescia ASS: Gianluca Specchioli DIR: Simonetta Pastore. BS: 11 BV: 6 M: 1
MVP: Elena Morrocchi (Svevo). 13 punti

ROMA - La sedicesima giornata del girone D, stravolge la storyline di un campionato bellissimo e pazzesco, chiudendo il sipario di uno spettacolo durato 9 mesi, che ha visto il dominio assoluto del Quintilia, ma soprattutto una lotta per i playoff che ha coinvolto addirittura 8 squadre fino a qualche settimana fa. C’era anche la Svevo tra queste, ma purtroppo il destino ha voluto che le biancoblu non raggiungessero l’ambito traguardo, nonostante una stagione tra calvari e imprese titaniche.

La storia della Svevo 2011/2012 si chiude col derby di Cinecittà, un derby che purtroppo di derby ha solo la vicinanza geografica e lo stesso impianto da gioco di due squadre, completamente diverse sul piano dell’organico, della qualità e delle ambizioni. Le ragazze di Iurescia hanno frantumato Terzo Millennio, con un 3-0 risoltosi, in 54 minuti, un record per la squadra di Don Bosco, arrivato nella partita che, se è vero che si chiama derby, avrebbe dovuto essere più avvincente. Invece Terzo Millennio, alla guida del nuovo coach Matteo Nardini, collega proprio di Iurescia nelle esperienze a Palestrina e Aprilia, si presentava da penultima in classifica e ormai già retrocessa, con un roster composto da 7 giocatrici e dunque senza cambi. Per la Svevo l’occasione di fare suo il quarto derby di fila era una semplice formalità, nonostante anche le biancoblu sono scese in campo con molte defezioni, ma con la novità come opposto, chiamata Clarissa Longo alla sua prima da titolare. In diagonale con la neoarrivata dalla Seconda Divisione, c’era Vasselli in palleggio, martelli la ormai coppia fissa (e obbligata) Di Blasio e Morrocchi, centrali Rampini e Sgroi. Libero Fiore.

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2DF - Italo Svevo, niente più scherzi

Vincono solo 3-2 le ragazze di Gentile contro Lariano, ma la notizia che ha evitato il passo falso viene da Cave con la vittoria su Monteporzio. Ora è d’obbligo fare 3 punti ancora contro Lariano.

Sergio Gaviglia

ROMA - E’ difficile scrivere una cronaca quando si è vissuta una Domenica pomeriggio come quella, per cuori forti, andata in onda al Palamagnani il 13 maggio.
E’ difficile parlare e cercare di analizzare una gara che ha mostrato un andamento come quello che è richiamato dal titolo di questo commento.

L'ALTALENA - L’altalena è forse il gioco più popolare del mondo e alzi la mano chi non è mai salito su quel seggiolino (spesso solo un asse di legno) agganciato a due funi. Per un bambino è estremamente eccitante librarsi nell’aria e accelerare il movimento a pendolo. Si può andare avanti quasi all’infinito. Fino a quando le forze ti reggono o quando la mamma non ti richiama perché è ora di andare. Il fascino di quel gioco dura fino a quando il tuo corpo non trova difficoltà a sedersi su quel famoso seggiolino. Quando sei cresciuto troppo, non puoi far altro che cercarti altri giochi. Ad esempio la pallavolo. Ma anche in questo meraviglioso sport puoi rivivere le stesse emozioni: vai in alto e poi, veloce, giù in basso e poi risali e poi……
C’è ovviamente una grossissima differenza tra l’altalena da bambini e quella che vivi e, ahimè, fai vivere a chi ti segue e si appassiona alle tue performances. L’altalena da bambini è un divertimento puro; l’altalena vissuta nella pallavolo è una sofferenza. Come direbbero gli scrittori dei romanzi d’appendice, facciamo un passo indietro e andiamo alle premesse di questa particolare gara.

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